Fondazione Cariparma, famiglia Chiesi, Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia: raccolti i primi 2 milioni

4 Ottobre 2018

Si è tenuta oggi – proprio nel giorno che celebra San Francesco d’Assisi – la conferenza stampa di avvio dei lavori di restauro, che ha avuto luogo nella suggestiva cornice di una chiesa di San Francesco del Prato “nuda”, con il sottofondo fresco di posa, in attesa dell’allestimento dei ponteggi. Durante la conferenza sono stati ufficializzati i contributi di tre importanti soggetti: Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia, Fondazione Cariparma, e famiglia Chiesi.

Dopo l’introduzione dell’avv. Stefano Andreoli, portavoce del Comitato per San Francesco al Prato, in cui si è fatto il punto sul cantiere e sulla raccolta fondi – che ha già raggiunto i 2 milioni di euro sui 6,5 complessivi – ha preso la parola il Vescovo di Parma, S.E. Enrico Solmi, per un saluto e ringraziamento rivolto a tutti i soggetti che stanno prestando le proprie energie al recupero del complesso francescano. Come nella sua edificazione originaria del XIII secolo si tratta di un’opera che vede impegnata tutta la cittadinanza, per riportare in vita, “mattone per mattone”, un tesoro che sarà teatro non solo di funzioni liturgiche, ma anche di eventi culturali.

Ariberto Frassati, Presidente del Gruppo Crédit Agricole Italia, ha sottolineato come il progetto di San Francesco del Prato sia un’avventura con radici a Parma, ma che assume anche un respiro che va ben oltre le mura della città. Gino Gandolfi, Presidente di Fondazione Cariparma, si è poi soffermato sull’alto valore simbolico di questo luogo, sul suo essere emblema, non tanto di dolore, quanto di carità e di integrazione sociale, attraverso figure che – nei tristi anni del carcere – qui hanno prestato la loro opera: Padre Lino di Maupas e Anna Maria Adorni. Infine, Alberto Chiesi, imprenditore e presidente del Comitato per San Francesco del Prato, ha evidenziato il forte attaccamento della propria famiglia alla città di Parma, e la riconoscenza verso le tante persone che l’hanno accompagnata nella parabola imprenditoriale: contribuire al restauro di San Francesco del Prato – ha sottolineato Alberto Chiesi – è un modo, per la famiglia, di restituire un segno tangibile alla città.

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