Lanciata ufficialmente la campagna di raccolta fondi per il restauro di San Francesco del Prato

17 Aprile 2019

Quale luogo più adatto di San Francesco del Prato per ospitare l’evento di presentazione della campagna di raccolta fondi? La magnifica e suggestiva Chiesa, ancora cantiere, ha fatto da cornice alla conferenza stampa i relatori hanno raccontato con emozione il progetto.

Dopo i saluti dell’avv. Stefano Andreoli, che ha ringraziato tutti quelli che hanno partecipato al progetto, in particolare Fondazione Cariparma, Crédit Agricole Italia, Famiglia Chiesi, Barilla, Faac – che hanno contribuito con generose donazioni – il Vescovo Mons. Enrico Solmi ha sottolineato il forte valore identitario della Chiesa per l’intera collettività: “Siamo qui per restituire alla città un’opera incredibilmente bella, ma allo stesso tempo per coglierne lo spirito che l’ha voluta, lo spirito di San Francesco”. Un concetto messo in risalto anche dall’Assessore alla Cultura Michele Guerra che ha affermato che “il recupero di San Francesco aiuta a sentirci città”, qualcosa, pertanto, per cui impegnarci come collettività in qualità di valore sociale e non solo per l’indiscusso valore artistico. Per questo motivo è importante il contributo di tutti i cittadini, che come ci ricorda Alberto Chiesi, potranno “riappropriarsi di questa Chiesa che per tanti anni è stata dimenticata e maltrattata”.

Un progetto che vuole riportare alla luce San Francesco del Prato, rendendolo “simbolo di solidarietà, socialità e spiritualità”, sottolinea Anna Manzucchi, Vice Presidente della Fondazione Cariparma. E che come dice Franco Duc, Coordinatore della Comunicazione del gruppo Crédit Agricole “Sarà un luogo dove il dialogo e la comunità cresceranno in futuro.” Come già avverrà quest’anno, quando la Luisa Miller verrà presentata all’interno di questa bellissima cornice “Un segno importante per la parte culturale della città che crede in questo progetto.”

A fronte dell’impegno e della collaborazione dimostrata dalle istituzioni e dalle aziende coinvolte, crediamo in una maggiore presa di consapevolezza da parte dei cittadini. Sarà “un esempio su come lavorare insieme” sostiene Paolo Andrei, Magnifico Rettore dell’Università di Parma. Conclude il discorso, Don Alfredo Bianchi, Ufficio Beni Culturali Diocesi di Parma, illustrando tutta la storia della Chiesa.

“Liberiamo San Francesco” è il claim ideato da Areaitalia, l’agenzia che seguirà tutta la campagna di comunicazione. Andrea Begani, co-fondatore dell’agenzia, dichiara di essere davvero onorato ed emozionato per questo importante incarico, un progetto corale condiviso con una squadra di partner tecnici che hanno messo a disposizione la propria professionalità sposando la causa. Una campagna multicanale, racconta Alberto Monteverdi, che ha l’obiettivo di raggiungere la cifra necessaria per il restauro della facciata. La donazione potrà essere fatta tramite il sito web www.sanfrancescodelprato.it. A fronte della generosità dei cittadini verrà regalata una testimonianza tangibile della donazione, un “ricordo”. Il primo ricordo è la possibilità unica e irripetibile di compiere una visita guidata in quota e toccare con mano il rosone. Il secondo ricordo è un oggetto a sorpresa realizzato in materiale ecosostenibile. Infine, per le donazioni più importanti verrà regalato un cofanetto, contenente una parte delle inferriate rimosse dalla facciata, simbolo della rinascita della Chiesa. Ciascuna sarà accompagnata da un certificato di autenticità e da un libretto che racconta la storia di San Francesco del Prato. Il progetto di comunicazione non finisce qui: in Piazza Garibaldi è presente un’installazione in cui si potrà ammirare una delle inferriate eliminate dalla facciata e il cofanetto che verrà regalato ai donatori più generosi; altri importanti punti di presenza, lo sportello informativo “UniverCity” presso il Ponte Romano, e tutte le filiali Crédit Agricole cittadine.

Durante la conferenza sono intervenuti anche i progettisti alla guida dei lavori di restauro. “Il nostro lavoro ricorda il cantiere medievale ed è un progetto che si sviluppa sulle testimonianze che mano a mano ritroviamo” ha detto l’architetto Giorgio Della Longa, progettista architettonico e coordinatore del restauro. Mentre dal punto di vista strutturale, l’ingegner Giovanni Cangi, progettista e direttore lavori opere strutturali, ha specificato che particolare attenzione è stata messa ai “dissesti e alle conseguenti debolezze, seguenti alle trasformazioni che la chiesa ha subito negli anni”.

Come afferma Frate Francesco Ravaioli “Tutto è partito da un restauro”, c concludendo l’evento con un brano da un’antica biografia di San Francesco.