“Ardore et alegranza”: Concerto di apertura del Transito di San Francesco
Laudi, antifone e danze per celebrare San Francesco d’Assisi
In apertura delle celebrazioni per gli ottocento anni dalla morte di San Francesco, domenica 27 settembre alle ore 16.30 si terrà in Santuario il concerto “Ardore et alegranza”, un omaggio musicale al santo di Assisi.
Si esibiranno, sotto la direzione di Maddalena Scagnelli, i solisti dell’ensemble vocale Le Rose e Le Viole e del gruppo Enerbia. Tra i protagonisti del concerto, sarà la voce di Enea Sorini, uno dei maggiori interpreti europei del repertorio medievale.
Il concerto è inserito nella Rassegna Sentieri sonori dal Po all’Appennino in collaborazione con l’Associazione Culturale Le Vie del Sale e con il sostegno del Comune di Parma e della Fondazione Cariparma.
Il canto, espressione immediata e vibrante della vita contemplativa
Scrive il primo biografo di San Francesco che «quando la dolcissima melodia dello spirito gli ferveva nel petto, raccoglieva un legno da terra e, accompagnandosi con movimenti adatti come se fosse una viella, cantava in francese le lodi del Signore» (Vita Seconda, XC).
E’ così che sulle orme del fondatore si sviluppa in seno all’Ordine Francescano la tradizione della Lauda, nella forma prevalente della “ballata”. Il rapporto tra il Laudario di Cortona e San Francesco d’Assisi è profondo e si sviluppa su più livelli, intrecciando l’origine del manoscritto, lo spirito del francescanesimo e la celebrazione stessa del Santo. Il manoscritto fu redatto e conservato nella Chiesa di San Francesco a Cortona per la locale confraternita laica dei laudesi guidata dai frati francescani e ci offre la testimonianza più antica di melodia su testo in lingua volgare italiana oltre che un prezioso documento letterario.
Nel programma del concerto, le laudi in italiano saranno accostate a canti in latino tardo già con la rima, tratti dal celebre Antifonario del Monastero di Bobbio. Anche in questo caso, la bellezza musicale si unisce a testi di grande freschezza dedicati alla figura della Vergine e alla simbologia a lei connessa, quella della rosa e del giglio.
A questi antifonari italiani si aggiungeranno canti e musica per la danza da manoscritti spagnoli e dalle tradizioni popolari dell’Appennino, per ripercorrere idealmente, non solo la Via Francigena, ma anche il Cammino di Santiago, con melodie e andamento ritmico più mossi e danzanti.
Nel concerto è previsto l’utilizzo di un ampio strumentario: il salterio e la viella, le cornamuse appenniniche tra cui la piva emiliana a due bordoni, la müsa a un solo bordone, la ciaramella e il piffero, i flauti diritti, i tamburi a cornice e diverse percussioni in legno e metallo.
Come partecipare
Il concerto è a ingresso libero con offerta a sostegno delle attività e dei progetti di valorizzazione del Santuario. È consigliata la prenotazione.